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“La penna stava ferma a mezz’aria. Di tanto in tanto si poggiava sul foglio ma, quando si rialzava, la carta rimaneva bianca. Judie Jackson aspettava l’ispirazione prima di cominciare a scrivere. Stava seduta sul bordo della finestra a guardare di sotto, osservando la gente che si fermava a chiacchierare per strada e i bambini che giocavano a palla. Sulle ginocchia teneva un quaderno malconcio che, a vederlo così da fuori, non aveva nulla di speciale. Eppure per lei lo era: tra quelle pagine ingiallite, scarabocchiate, strappate, erano infatti raccolti tutti i suoi pensieri da quando aveva nove anni. Ma Judie non si era mai limitata a riempire le pagine di parole: quando apriva quel quaderno, dentro ci metteva l’anima. Scriveva poesie anziché pensieri e vere e proprie storie per registrare qualche avvenimento. Lei amava scrivere, dava un peso molto importante alle parole: per questo non iniziava mai se prima non aveva l’ispirazione giusta. Certo, talvolta aveva ceduto e si era messa a scribacchiare cose ai lati delle pagine e persino a fare qualche disegno, ma anche così lasciava trasparire tutta se stessa. Quel giorno, però, l’ispirazione non arrivò, nemmeno mentre osservava il sole calare dietro le montagne, segnando la fine del primo giorno di estate. E così, un po’ rassegnata, mise via il suo quaderno nascondendolo tra i numerosi pupazzi che occupavano la mensola della sua scrivania” .

Judie Jackson è solo un personaggio fittizio, frutto della mia fantasia e usato per questo metaforico breve racconto sull’ispirazione. Personalmente mi ci ritrovo molto: amo scrivere, ma mi riesce impossibile farlo quando non sono ispirata o quando non sono dell’umore giusto.

Tuttavia non bisogna perdersi d’animo: anche quando non si ha l’ispirazione, la si può sempre cercare. Dove? Beh, in ciò che ci circonda. Per esempio, una canzone o un aforisma possono colpire al punto da spingerci, a nostra volta, a scriverci su qualcosa. Oppure si può ricercare in un film: a chi non è mai capitato di vederne uno che ha lasciato un segno? Qualcosa di così affascinante, bello, profondo, che ci ha fatto venire immediatamente voglia di mettere sulla carta certe sensazioni, sotto forma di pensieri o sotto forma di storie. E poi… ci sono quelle grandi opere che sono i libri, le poesie, i quadri, l’arte pura, che forse più di ogni altra cosa ci fa venire i brividi, che ci fa provare quelle emozioni forti, necessarie per farci sentire carichi e, appunto, ispirati.

E se questo non bastasse, allora ci si può lasciare ispirare dai paesaggi, dalle persone, dalle strade: fare una passeggiata e osservare le cose come per la prima volta può essere davvero producente! E per ultimo, ma non meno importante, non bisogna mai sottovalutare i propri sogni, perché spesso è proprio da loro che nascono le storie più avvincenti.

Concludo con una citazione che considero a dir poco appropriata.

“Non puoi aspettare che arrivi l’ispirazione. Devi andarne in cerca con un bastone”

Jack London

 

 

 

 

 

 

 

 

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