Seduta sul bordo del precipizio pensò che nulla avrebbe potuto toccarla ancora. C’erano solo lei e il cielo assolato sopra la sua testa, lei e il mare di rocce sotto i suoi piedi. Non aveva ancora deciso quale delle due strade prendere e probabilmente da sola non ci sarebbe riuscita. Per questo si affidò al destino e lo pregò di scegliere al posto suo, perché solo così avrebbe capito cosa desiderasse davvero. Ripescò dalla tasca dei jeans una moneta: testa significava sole e croce voleva dire rocce. La lanciò in aria: per un attimo il metallo scintillò sotto il sole, poi le ricadde sul palmo della mano sinistra; la coprì con la destra e ruotò le mani congiunte. Ancora prima di sollevare la mano aveva realizzato quale fosse la risposta che sperava e, quando sotto i suoi occhi apparve il simbolo della testa, si rilassò e si concesse un sorriso. Lei non voleva morire e nemmeno il suo destino lo desiderava. Ma c’era qualcun altro a cui importava? Per quante persone la sua scelta tra sole e roccia avrebbe fatto la differenza? Magari avrebbe dovuto scegliere entrambi: lasciare che i piedi scivolassero verso il vuoto ma tenere la testa rivolta al sole. Si mise nuovamente in mano la moneta e la strinse forte, fino a farsi male, poi la riaprì e vide che era ancora rivolta verso il lato della testa. Allora la prese tra le dita e la girò con rabbia dall’altra parte, schiacciandola con il pollice contro il palmo ma, quando sollevò il dito, vide che sulla moneta c’era ancora raffigurata la testa. La girò e la rigirò, ma la moneta era uguale da entrambi i lati. Aveva chiesto l’intervento del Destino e lui l’aveva accontentata.

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