Apollodiodelsole
Il Parnaso, Apollo e le Muse di Andrea Appiani – Foto di Carlo dell’Orto

Chi era Apollo?

Apollo era una divinità della regione dell’antica Grecia, figlio di Zeus e di Leto e fratello gemello di Artemide, dea della caccia (la dea Diana della religione romana).
Conosciuto come Dio del sole, di cui trainava il carro, Apollo veniva identificato anche protettore di tutte le arti, della poesia, della musica, della salute, della medicina e della filosofia.

Che aspetto aveva?

Apollo amava suonare la lira e, in quanto Dio delle Arti, era spesso circondato dalle Muse, che danzavano intorno a lui cantando in coro. Nelle raffigurazioni lo vediamo giovane, con una lunga chioma, ma sbarbato, quasi fosse un adolescente. Il volto è dolce e sereno, con la fronte incoronata da foglie di mirto e alloro, pianta a lui molto cara, come vedremo in seguito.
Spesso rappresentato con in mano la cetra, lo si trova anche con altri attributi quali arco, frecce e faretra, ma anche insieme ad animali come lupo, cigno, sparviero e cicala.

I poteri del Dio greco del Sole

In quanto Dio del sole, Apollo portava la primavera sulla Terra, facendo sbocciare i fiori; poi, una volta arrivata l’estate, utilizzava i raggi del Sole per far appassire e perire tutto ciò che aveva creato durante la stagione primaverile.
Tra i suoi compiti vi era anche quello di annunciare all’umanità il volere di Zeus, dunque il futuro stesso degli esseri umani. Proprio per questo gli venne dedicato il tempio di Delfi, dove Pizia, la sua sacerdotessa, svelava al mondo le sue profezie.

Ma se da un lato il Dio greco del Sole sembra quasi un protettore del genere umano, dall’altro non bisogna scordare che egli era anche in grado di diffondere il male, scoccando frecce letali con il suo arco d’argento – tant’è che nell’Iliade è proprio Apollo a punire duramente i Greci mandando una terribile pestilenza.

Apollo e Dafne

All’interno delle Metamorfosi di Ovidio è presente un episodio molto famoso che ritroviamo anche nell’arte.

Apollo, dopo aver ucciso il serpente Pitone, si vantò con Cupido della sua abilità con l’arco e le frecce, affermando che il Dio dell’Amore, invece, non fosse affatto idoneo a imbracciare quelle armi. Cupido allora, per punirlo, colpì Apollo con una freccia d’oro, in grado di far innamorare, e la ninfa Dafne con una di piombo, che invece faceva rinnegare l’amore. Inevitabilmente, Apollo s’invanghì proprio di lei che dal canto suo non poteva fare altro che rifiutarlo, finché, dopo essere stata inseguita dal Dio del Sole, non chiese aiuto al padre Peneo, che la trasformò in un albero d’alloro.

Da quel giorno Apollo rese quella pianta sempreverde, considerandola sacra. Con le sue foglie avrebbe incoronato la sua chioma e che, in seguito, avrebbe ornato anche il capo dei vincitori e dei condottieri.

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