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Ma non c’è nessuna scena del balcone in Romeo e Giulietta!

Quanti di voi sanno che all’interno del testo di Romeo e Giulietta, nella scena passata alla storia come “scena del balcone” (the balcony scene) , in realtà… non c’è nessun balcone?!

Proprio così, nel testo shakespeariano non c’è alcun riferimento a un balcone, né nelle didascalie dell’opera né nelle battute dei personaggi. Si parla invece di “orchard scene” (scena del frutteto) o “garden scene”. Il tutto è anche piuttosto sensato, a dir la verità, visto e considerato che il termine balcone entrò nel vocabolario inglese nel 1618 – dunque due anni dopo la morte di Shakespeare*.

Origini del balcone

In realtà, il balcone appare per la prima volta nell’adattamento shakespeariano “The history and fall of Caius Marius” (1679) del drammaturgo Thomas Otway, dove l’elemento architettonico in questione viene esplicitamente citato all’interno del testo.

Chiaramente in Romeo e Giulietta vi sono elementi che fanno intuire che la scena del balcone si svolga su due piani differenti: Giulietta sembra affacciarsi da una finestra, mentre Romeo scavalca il muro del giardino dei Capuleti. La comparsa del cortile del palazzo avrebbe però costituito un cambiamento di scena molto difficile da attuare, soprattutto nelle rappresentazioni teatrali di un tempo.

Vale la pena citare, a questo proposito, un’ingegnosa soluzione trovata per ovviare a questo problema. Nel 1935 John Gielgud fece da regista a Romeo e Giulietta con Laurence Olivier nel ruolo di Romeo e Peggy Aschcroft in quello di Giulietta. Qui la scena del balcone assunse nuovi significati. Il Motley theatre design group, costitutito dalle due sorelle Margaret e Sophie Harris e la loro amica Elizabeth Montgomery, aiutarono Gielgud nella scenografia: il balcone poteva trasformarsi in qualsiasi cosa, in modo da avere una struttura fissa che poteva essere cambiata facilmente senza perdite di tempo.

Significato del balcone nel tempo

Il balcone riesce a esprimere le contrapposizioni che dominano l’opera di Romeo e Giulietta: privato/pubblico, amore/conflitto, interno/esterno.  Negli anni assume talmente tanta importanza che le rappresentazioni teatrali gli attribuiscono ulteriori significati. Un esempio è il musical del 1957 The West Side Story,  dove il conflitto rappresentato è di tipo etnico, essendo tra un gruppo di portoricani (chiamati Sharks) che si sono trasferiti a New York e gli inglesi del posto (Jets). In questa versione del dramma shakespeariano, il balcone diventa la scala antincendio sul retro della casa di Maria, sorella del capo della banda dei portoricani, innamorata di Tony, appartenente al gruppo rivale.

E il balcone di Verona?

Insomma, il balcone è diventato l’indiscusso protagonista di moltissime versioni di Romeo e Giulietta, pur non essendo realmente presente all’interno dell’opera originale. La scena del balcone verrà sempre riproposta così, perché oramai è entrata nell’immaginario collettivo. Allo stesso modo, i turisti continueranno a recarsi sotto il balcone della Casa di Giulietta a Verona, probabilmente ignorando quanto appena raccontato e quasi sicuramente senza sapere che il balcone altro non è che “un antico sarcofago scaligero, inserito agli inizi del novecento da Antonio Avena, allora direttore dei musei di Verona, contestualmente alla ristrutturazione dell’intero edificio**”.

Possiamo concludere affermando che, semplicemente, il balcone di Verona è lo spazio dove realtà e immaginazione coincidono.

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* Fonte: The Atlantic.com 
** Fonte: Ulisseilnavigatore

 

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