annuncio

Rientrata dal lavoro, vado in cucina e mi preparo un the. Mentre attendo il tempo di infusione, decido di sfogliare il giornale che ha comprato mio marito un paio di giorni fa. Scorro le pagine con scarso interesse, ormai sono notizie vecchie. Alla fine giungo alla pagina dedicata agli annunci di lavoro e così, per pura curiosità, le do un’occhiata. Mia nipote sostiene che sia diventato tremendamente difficile trovare lavoro, perché le aziende sono sempre più esigenti. Fatico a crederle, penso che esageri e per questo voglio sfidarla cercando un’offerta adatta a lei. Leggo qua e là finché non trovo un annuncio che occupa quasi tutta la terza pagina delle offerte. L’annuncio recita così:

Azienda leader nella produzione di articoli sportivi, ricerca stagista da inserire all’interno dell’ufficio marketing.

Il candidato ideale è in possesso di laurea in Beni Culturali e ha maturato un’esperienza di almeno cinque anni all’interno del settore enogastronomico. Deve avere inoltre un’ottima conoscenza del linguaggio html e una solida base di conoscenze giuridiche.
La conoscenza dei prodotti chimici per l’edilizia costituirà un forte plus.

Lo stagista verrà seguito da un tutor solo quando questo avrà del tempo da dedicargli, perciò è richiesto che sappia operare in completa autonomia.

Indispensabile la conoscenza approfondita della lingua Armena e preferibile conoscenza di una seconda lingua a scelta tra Uzbeko e Tswana.

Costituiranno requisiti preferenziali:

– possedere la patente nautica
– essere vegani
– la passione per l’uncinetto

Cosa offriamo in cambio?

Una retribuzione mensile di 300 €, un ambiente giovane e dinamico e l’opportunità di lavorare in una grande azienda!
Inserimento iniziale di 6 mesi + remote possibilità di assunzione.

Richiudo il giornale, perplessa e turbata. Con un gesto meccanico mi porto la tazza alle labbra e subito dopo l’allontano, imprecando sottovoce, perché scotta terribilmente. Sento colarmi sul mento il the caldo e mi alzo per recuperare un tovagliolino. Mentre torno in cucina, mi cade l’occhio su una vecchia foto di famiglia: mia nipote mi sorride beffardamente. Mi sembra quasi di sentirla dire: <Ben ti sta, così impari a non credermi!>.