figlidisangueeossa

Autrice: Tomi Adeyemi
Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2018
Pagine: 552
Listino: € 18,00
Titolo originale: Children of blood and bone (Legacy of Orïsha)
Link: Amazon.it

Introduzione

Uscito nelle librerie italiane il 2 Ottobre 2018, Figli di Sangue e Ossa negli Stati Uniti è diventato subito un caso editoriale, piazzandosi in testa per settimane nella sezione YA (Young Adult) del New York Times e attirando presto l’attenzione di Fox 2000, che ne ha già acquisito i diritti per farne un film.

Per capire meglio la recensione di Figli di Carne e Ossa, vi riporto qui sotto la trama. Preferisco comunque specificare che essa non lascia trapelare i significati nascosti all’interno del romanzo. Anzi, ritengo che la vera chiave di lettura del libro venga fornita dalla stessa Tomi Adeyemi, che rivela nella nota finale del romanzo cosa l’abbia spinta a scrivere questa storia.

Trama

Un tempo i maji, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati. Al suo fianco c’è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua. Un’esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.

Recensione

Come accennato in precedenza, la trama di Figli di Carne e Ossa non scava abbastanza a fondo per far emergere in maniera chiara quel che realmente ci sta dietro. L’autrice, Tomi Adeyemi, di appena 24 anni, decide infatti di raccontare attraverso questo fantasy intriso di mitologia Yoruba e folklore africano, le ingiustizie, le diseguaglianze e i pregiudizi tipici della nostra società. Sceglie di incanalare la rabbia che prova davanti a tutto questo (e in particolare davanti agli episodi di omicidi commessi dai poliziotti americani*) mettendola su carta e lo fa in un modo originale: parlando di magia, di indovini neri dai capelli bianchi e dagli occhi argentei, di raid fatti per sterminare i maji, di amore e di odio, di lotte continue per essere accettati dal mondo e di conflitti interni per chi ancora è alla ricerca della propria identità. L’astio provato nei confronti degli indovini, a causa delle loro capacità magiche e facilmente riconoscibili per i loro capelli color della neve, assume un altro peso e la denuncia al razzismo e la paura del diverso emergono con tutta la loro forza.

Al di là di ciò, Figli di Carne e Ossa resta comunque prima di tutto un fantasy e gli amanti del genere sapranno sicuramente apprezzare questo mix originale di magia, tradizioni, lingue antiche e mitologia africana.

Stile

Lo stile di Tomi Adeyemi è molto lineare e con descrizioni accurate, ma non troppo dettagliate, in modo da lasciare spazio all’immaginazione. L’autrice affida la narrazione ai tre personaggi principali: Zélie, Amari e Inan. È anche grazie a questo alternarsi della regia che Tomi riesce a descrivere perfettamente le emozioni, le paure e le aspirazioni dei personaggi, delineando ognuno di loro molto lentamente, man mano che la storia prosegue, probabilmente per mostrare il cambiamento che si accende in ciascuno di loro via via che la storia va avanti. I personaggi, infatti, sono spesso costretti a mettere in dubbio ciò in cui credono e a rivedere le proprie convizioni. Come Tomi vorrebbe facessimo anche noi.

Booktrailer

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* “Figli di Sangue e Ossa è stato scritto in un periodo in cui continuavo ad accendere la televisione e a vedere uomini, donne e bambini di colore uccisi, inermi, dalla polizia” [Nota dell’autore, pag. 548, Figli di Carne e Ossa]

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