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Autore: Robert Bryndza
Editore: Newton Compton Editori
Prima edizione: 2018
Pagine: 378
Listino: € 12,00
Titolo originale: Dark Water

Trama

Il detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?

Il successo di Bryndza

Robert Bryndza è tornato con il terzo episodio della serie thriller che ha come protagonista l’intraprendente detective Erika Foster. I romanzi che hanno preceduto questo capitolo, La Donna di Ghiaccio e La Vittima Perfetta (QUI trovate le recensioni) sono stati dei successi mondiali tradotti in più di 28 Paesi. Anche La Ragazza nell’Acqua non ha scontentato i lettori e io, personalmente, inizio a sentirmi un po’ di parte quando si parla di Bryndza…

Un caso complesso

Erika Foster non è più a capo della squadra omicidi alla centrale di Lewisham Row: è stata trasferita nella periferia di Londra e si occupa di crimine organizzato. La sua preda adesso è Jason Tyler, un noto spacciatore londinese; per incastrarlo e assegnarlo finalmente alla giustizia, la Foster deve recuperare l’eroina che è stata gettata nelle acque melmose della cava di Hayes. Durante le immersioni, però, i sommozzatori non solo rinvengono la droga che l’ispettore stava cercando, ma anche qualcosa di più agghiacciante e inatteso: i resti del corpo di un bambino.

Il corpicino appartiene a Jessica Collins, una bambina scomparsa 26 anni prima, a soli sette anni, mentre si recava alla festa di compleanno di un’amica. Le indagini condotte all’epoca non portarono a nulla, se non alla scarcerazione dell’unico accusato e all’esaurimento nervoso  di Amanda, l’ispettore che se ne stava occupando.
Erika è determinata a dare un nome all’assassino di Jessica e, grazie alla sua tenacia, riesce a farsi affidare il caso e ad avere l’aiuto di Moss e Peterson, due fidati colleghi del vecchio distretto. Ma la questione si rivela ancor più complessa di quello che sembra: la famiglia di Jessica è ormai spezzata e poco propensa ad aiutare il detective; la situazione con l’accusato dell’epoca, un pedofilo, è alquanto spinosa e l’ispettore che si era occupata del caso non sembra disposta a dare una mano. A complicare il tutto, si aggiungono questioni più personali che vedono Erika alle prese con sorella e nipotini e con inattesi dilemmi a livello sentimentale.

I personaggi

Nella Ragazza nell’Acqua c’è più spazio per la psicologia dei personaggi coinvolti, forse per certi versi un po’ stereotipati, ma sicuramente tratteggiati con cura. Si tocca con mano lo sconforto e lo stato confusionale in cui si è abbandonata Amanda, la donna che era stata a capo delle indagini del caso di Jessica: trasandata e alcolizzata, inizialmente respinge Erika e sembra desiderosa di stare alle larga dalle indagini. Poi, pian piano, si assiste alla sua lenta ripresa e l’ostilità iniziale avvertita per questo personaggio sparisce di pari passo con la ricomparsa di una lucidità che sembrava ormai perduta.

Per quanto riguarda la protagonista, in questo terzo romanzo la vediamo un po’ più tenera del solito: che sia una donna fragile e forte al contempo lo abbiamo già detto, ma in questo capitolo riusciamo a scorgere la Erika che si nasconde sotto la corazza. La vediamo nei panni della sorella e della zia: sembra quasi un po’ goffa in questi ruoli, ma sicuramente più “umana”. Il conflitto interiore che sente a causa della morte del marito, poi, pare acuirsi a causa della vicinanza di un uomo. La tenacia e la determinazione che contraddistinguono Erika sul lavoro, vacillano inesorabilmente quando si tratta di questioni personali.

Considerazioni

La Ragazza nell’Acqua è ricco di capovolgimenti e colpi di scena. Bryndza non arriva mai a fare del tutto il punto della situazione, sposta l’attenzione da un dettaglio all’altro gettando il lettore nella stessa confusione in cui annega Erika Foster. Come un regista, cambia inquadratura da un soggetto all’altro, anticipando indizi che la stessa Foster deve ancora carpire e presentando altri lati della vicenda ancora nascosti. Getta un’ombra di dubbio su più di un personaggio, costringendo il lettore a indagare insieme a Erika, ma puntalmente si arriva sempre a un punto morto.

Giunti al terzo episodio, soprattutto dopo un lieve calo a livello di suspense del secondo rispetto al primo, si poteva temere un libro piatto e scontato: così non è stato.
Ancora non è noto quando verrà pubblicata la versione italiana del quarto volume, Last Breath…ma non escludo di avventurarmi nella lettura del romanzo in lingua originale se l’attesa dovesse essere troppa!

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