Recensione_Follia_PatrickMcGrath
Autore: Patrick McGrath
Editore: Adelphi
Prima edizione: 1996
Pagine: 296
Listino: € 12,00
Titolo originale: Asylum

Trama

Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato.
È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne affiorano le ragioni nascoste.

Amore folle o folle amore?

Stella Raphael è una donna insoddisfatta, carica di una passione che nemmeno sa di avere. La vita al fianco del marito, Max, trascorre tranquilla tra pigre giornate in cui si occupa della casa e del figlio Charlie. Il fatto che vivano all’interno di un manicomio criminale non rende più elettrizzante la sua vita. Tutto cambia quando Edgar Stark, un paziente in semilibertà, inizia a lavorare alla riparazione della serra del giardino della sua abitazione. Stella ha ora una ragione in più per recarsi a cogliere le verdure dell’orto: i due si osservano e si parlano, comunicando con gli occhi ciò che è proibito dire. Finché non riescono più a trattenere l’attrazione che sentono l’una per l’altro e in un caldo pomeriggio estivo danno inizio alla loro storia clandestina.

Stella vive il suo amore per Edgar in modo assoluto, sviluppando una sorta di dipendenza di cui non si rende conto. Peter Cleves, lo psichiatra che narra l’intera vicenda, intuendo l’amicizia tra lei ed Edgar, suo paziente, cerca di metterla in guardia svelandole che Edgar ha ucciso brutalmente la moglie per futili motivi e senza mai pentirsi. Ma la testa di Stella è già piena delle bugie e delle promesse di lui e sembra non essere più in grado di ragionare lucidamente: le sue uniche preoccupazioni sono escogitare modi per incontrarlo. Cede a ogni sua richiesta, è totalmente affascinata e rapita da Edgar. Farebbe qualsiasi cosa per lui.

Ma Edgar è un abile manipolatore: è perfettamente consapevole del potere che esercita su di lei e se ne serve a suo piacimento. Il suo scopo è fuggire dalla struttura e la vicinanza a Stella, moglie di uno degli psichiatri del manicomio, si rivela fondamentale. Eppure anche una volta in libertà torna a cercarla e lei, ormai totalmente persa, abbandona figlio e marito, lasciandosi alle spalle una vita piena di agio e sicurezze per un salto nel buio.

La libertà è solo un’illusione

Edgar vive in uno squallido spazio industriale abbandonato, ospite di un amico, artista come lui. Stella si sente finalmente libera di vivere la sua storia d’amore senza paura di essere vista e si abbandona a una vita che non conosce regole. Col tempo, le giornate diventano meno liete: la vera personalità di Edgar emerge e fa paura. Stella inizia anche a sentire la mancanza di suo figlio Charlie e delle comodità della vita che aveva prima, ma ancora non riesce a pentirsi della sua scelta.

L’alcol diventa suo alleato per combattere la tristezza e da donna elegante e raffinata, Stella si disinteressa totalmente del suo aspetto, quasi il suo corpo non le appartenesse più. Edgar, dal canto suo, è concentrato a realizzare una scultura di creta della testa di Stella, ma ciò che sta creando è inquietante e indice di una mente turbata.

Eppure, nonostante Stella subisca violenze, è ormai troppo abituata a considerare i folli soprattutto come persone malate e non riesce a condannare Edgar per i suoi scatti di ira. Nasconde i lividi come può, cerca di non farlo arrabbiare, ma ne è terrorizzata.

Infine fugge da lui, ma ritorna quasi subito. Non lo vedrà mai più.

Considerazioni

La storia non finisce qui, ma non voglio rivelare altro. Le personalità dei personaggi sono talmente complicate, confuse, che è anche difficile rendergli giustizia nel tentativo di descriverle. Questo romanzo entra nella testa e nel cuore, spinge a porsi delle domande: può una mente sana diventare malata come quella di un folle? E qual è il confine tra normalità e follia? Tra le pagine di questo libro mi sono persa, mi sono emozionata, mi sono arrabbiata e mi sono commossa. Più di una volta non ho compreso le scelte di Stella, di sicuro non le ho condivise, ma non l’ho mai giudicata.

“È una storia che non lascia indifferenti, ma bisogna avere la sensibilità giusta per capirla.

VOTO: ✎✎✎✎✎