Autore: Eva Stachniak
Titolo: Il Palazzo d’Inverno
Editore: Neri Pozza
Prima pubblicazione: 2012
Pagine: 415

Benvenuti alla corte di Russia

Qui alla corte russa avrei potuto avvertire la graziosa novellina di Zerbst che la vita è una partita in cui i giocatori barano. Tutti tengono d’occhio tutti.

Varvara Nikolaevna è figlia di un legatore polacco molto apprezzato alla corte di Russia. Quando, a sedici anni rimane orfana, viene presa a lavorare nel guardaroba imperiale. Varvara non è particolarmente abile con il cucito e viene continuamente vessata da Madame Kluge, la capocameriera incaricata di occuparsi di lei. La sua vita cambia quando incontra casualmente il conte Bestužev, che secondo le cucitrici è uno degli uomini che riscaldano spesso il letto dell’imperatrice Elisabetta Petrovna. Il cancelliere di Russia non si lascia sfuggire nulla di ciò che accade nella residenza imperiale e in Varvara scorge la possibilità di ottenere informazioni preziose. Prima di condurla dall’Imperatrice, però, è necessario che la giovane impari l’arte delle spie: staccare la ceralacca dalle lettere senza che si noti, frugare nei bauli con doppi fondi, seguire gli sguardi nervosi e le mani sudate, trovare nascondigli per osservare ciò che accade in una stanza, non rispondere a chi fa troppe domande. Per avere successo, Varvara deve diventare invisibile.

Ascolta. Osserva. Ricorda. Menti a tutti ma non a me, e non te ne pentirai. Torna”.
Non mi rifiutai mai. Il potere di conoscere ciò che gli altri credono segreto è come l’oppio.

Varvara viene addestrata a essere un’abile spia finché Bestužev non la presenta alla zarina Elisabetta, facendola diventare una sua lingua. Il cancelliere ha però altri piani in mente: vuole che la giovane tenga d’occhio Sofia Federica Augusta Anhalt-Zerbst, la quattordicenne promessa sposa di Karl Peter Ulrich, duca di Holstein, figlio della sorella deceduta di Elisabetta, che quest’ultima ha rinominato Pietro Fëdorovič.

Sofia e Varvara

Sofia ha gli occhi azzurri e i capelli neri come l’ala di un corvo. Quando arriva a corte nel 1744 rimane affascinata dalla zarina e vuole fare di tutto per compiacere lei e suo nipote Pietro, nonché suo futuro sposo. Si converte alla fede ortodossa e studia il russo notte e giorno. Ma il cancelliere Bestužev non desidera un’alleanza con la Prussia e incalza Varvara affinché scopra qualcosa di compromettente sulla principessa.

Varvara tiene sotto controllo Sofia: la vede succube della principessa Giovanna, sua madre, una donna fredda e calcolatrice; la vede respinta da Pietro, ancora immaturo e troppo dedito al militarismo; la vede mentre studia con devozione la cultura russa. Sofia fa di tutto per farsi apprezzare dal popolo rosso, ma la corte non aspetta altro che un suo passo falso. Cosa fare, allora, quando Varvara scopre il piccolo errore commesso dalla principessa? L’indizio che Bestužev attende con tanta impazienza affinché si possa dire qualcosa di male su di lei? Varvara prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita: brucia quell’unica prova e decide di proteggere Sofia.

Una scelta che darà inizio a un’amicizia improbabile, quella tra Varvara, serva e spia di Elisabetta, e Sofia, la futura imperatrice Caterina II. Varvara vede nella ragazza la possibilità di un futuro migliore, convinta com’è che una volta salita al trono Sofia possa garantirle una vita più dignitosa; la principessa, a sua volta, vede in Varvara l’unica amica e alleata, che resterà al suo fianco anche quando Pietro si ammalerà di vaiolo, mettendo a rischio le loro nozze.

Era tanto bello parlare così, sedute vicine sull’ottomana scricchiolante, sorseggiando tè caldo e mangiando cetrioli spalmati di miele, il suo piatto preferito.
Come sorelle.

Ma quale prezzo deve pagare Varvara per aver voltato le spalle al cancelliere di Russia? E Sofia sarà davvero in grado di garantirle il futuro che ha sempre sognato? Cosa deve essere sacrificato sulla via dell’ascesa al trono di Russia?

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Ambientazione e temi de “Il Palazzo d’Inverno”

Il Palazzo d’Inverno è un romanzo storico ambientato in Russia che copre il ventennio tra il 1743 e il 1765. Elisabetta Petrovna, figlia minore di Pietro il Grande e di Caterina I di Russia, diventa imperatrice nel 1741 a seguito di un colpo di stato, che ha portato alla prigionia di Ivan VI, l’imperatore infante, e di sua madre Anna Leopoldovna, reggente del figlio. Quando la sorella Anna Petrovna Romanova muore, Elisabetta chiama in Russia il nipote Pietro, che proclama suo erede. Le vicende narrate ne “Il Palazzo d’Inverno” si riferiscono dunque all’arrivo alla corte di San Pietroburgo della futura sposa di Pietro, Sofia Federica Augusta Anhalt-Zerbst, fino all’ascesa al trono di quest’ultima.

Un tema che emerge tra le pagine del romanzo è quello delle disuguaglianze sociali: Varvara passa da lavorare come cucitrice a essere una delle protette dell’imperatrice di tutte le Russie, ma agli occhi di tutti rimarrà sempre la ragazza polacca figlia di un legatore: nemmeno l’amicizia con Caterina l’aiuterà. Nell’esercito russo le cose non vanno diversamente: la carriera militare non dipende dal merito, ma da favori o corruzione. Ci sono i nobili veri e i nobili di servizio, distinzioni che il tempo non riesce a cancellare. I nobili veri lo sono per diritto di nascita, quelli di servizio devono ingraziarsi Elisabetta: possono imitare i superiori, ma non ne faranno mai parte.

Altri temi presenti all’interno de Il Palazzo d’Inverno riguardano la figura femminile e il potere. La donna, una volta sposata, è proprietà del marito: deve obbedire ai suoi ordini, fare quello che le viene detto senza sollevare obiezioni. La donna va controllata. Se in un regno qualcosa va storto, è più che probabile che la colpa sia da attribuire alla zarina che ne è a capo.
Tutti i personaggi della storia, uomini o donne che siano, sono accomunati dal desiderio di potere, che inseguono senza vie di mezzo: tra alleanze e tradimenti, favori e inganni, persino chi crede di lottare solo per la sua sopravvivenza si ritrova a volere di più. Ma a quale costo?

Il mio pensiero

Ho trovato Il Palazzo d’Inverno una lettura molto intrigante, nonostante non si possa considerare ricca di colpi di scena. Il modo di scrivere dell’autrice cattura: è ricco di descrizioni relative ad ambienti, vestiti e usanze che aiutano a immergersi nell’epoca settecentesca senza rendere tediosa la narrazione.

Altro punto a favore riguarda l’evoluzione della protagonista. All’inizio si fa fatica a entrare in empatia con Varvara, poiché la sua essenza è poco definita: sembra priva di carattere e di potere decisionale. Man mano che lei stessa prende coraggio e cresce, mettendo da parte la sua rassegnazione, man mano che trova sulla sua strada delle ragioni per cui mostrarsi forte, esce dall’ombra e cessa di essere un fantasma. Varvara non è più invisibile, è una persona vera e come tale agisce, e il lettore percepisce e apprezza questo cambiamento.

In conclusione, pur non essendo un romanzo dal ritmo incalzante e pur presentando qua e là qualche brusco salto temporale, mi sento di promuovere a pieni voti Il Palazzo d’Inverno: una lettura coinvolgente, che fornisce anche informazioni molto utili e interessanti sulla storia dei Romanov.

La corte russa non perdona e quando credi di essere un passo avanti, qualcuno è ancora più avanti di te. Ci sono occhi che seguono ogni piccolo spostamento e orecchie pronte a cogliere ogni bisbiglio, quasi i sussurri fossero in grado di attraversare le pareti… Alla corte di Elisabetta la fiducia è un concetto sconosciuto se vuoi sopravvivere.

E tu, ti farai coinvolgere dagli intrighi di corte della Russia settecentesca?

Classificazione: 4.5 su 5.