Anna Bolena è un personaggio storico che affascina da sempre l’immaginario di cinema e letteratura. Generalmente sono due i modi con i quali viene rappresentata: come vittima della sete di potere del suo consorte Enrico VIII, oppure come la strega che gli avrebbe fatto un sortilegio.

Considerato che Anna ha subito la damnatio memoriae, ovvero che dagli archivi è stato cancellato qualsiasi documento che la riguardasse, è difficile affermare con certezza quale sia la verità. A me piace pensare che fosse una donna forte, intelligente e molto aperta mentalmente, caduta vittima di una ragnatela intessuta intorno a lei da uomini bramosi di potere e da schiere di donne invidiose.

Indice dei contenuti

1. La vita di Anna Bolena prima di Enrico VIII
2. Le nozze tra Enrico VIII e Anna Bolena
3. La Chiesa anglicana e la cultura umanista
4. La caduta di Anna Bolena
5. Anna Bolena tra cinema, televisione e letteratura

La vita di Anna Bolena prima di Enrico VIII

Anna Bolena trascorre i primi anni di fanciullezza presso l’arciduchessa Margherita d’Asburgo, nei Paesi Bassi, dove sperimenta per la prima volta l’amore per l’arte e la letteratura. All’età di tredici anni viene mandata alla corte di Francia, presso la regina Claudia, con la quale stringe un legame d’amicizia molto profondo. Gli anni trascorsi lontano dall’Inghilterra e a contatto con culture diverse formano la personalità di Anna, che diventa un’ottima interprete di lingua francese.

Nel 1521 le viene chiesto di rientrare in Inghilterra: è stata promessa sposa al cugino James Butler, un matrimonio che permetterebbe alla sua famiglia di recuperare importanti appezzamenti della contea di Ormond. Ma non appena Anna entra a far parte della corte di Caterina d’Aragona, la sua bellezza e i suoi modi irresistibili attirano l’ammirazione di molti aristocratici, tra cui Henry Percy, il quale arriva a chiederla in sposa.

Su consiglio del padre, Tommaso Bolena, e dello zio materno, il duca di Norfolk, accetta la proposta, ma dopo un paio d’anni Percy rompe il fidanzamento. Determinata a restare fedele al suo innamorato, Anna aveva nel frattempo respinto il corteggiamento di Enrico, che non era rimasto immune al suo fascino. Si apre così un periodo in cui il sovrano d’Inghilterra mostra intenzioni serie nei suoi confronti e dà prova dell’autenticità dei suoi sentimenti. Anna non riesce più a non aprirgli il suo cuore.

Ma la giovane Bolena ha le idee chiare: non vuole essere l’amante del re, non vuole cedere alle sue lusinghe e accettare di dividere l’uomo che ama con un’altra donna. Anna Bolena desidera una relazione degna e legittima e per questo è necessario che il re la sposi. Enrico, spinto dalla passione che nutre per lei e dal desiderio di avere un erede maschio che la sua attuale consorte non può più dargli, si adopera per cercare un modo per annullare le nozze con Caterina d’Aragona, dalla quale è sempre più distaccato. Anna non resta indifferente davanti agli sforzi attuati da Enrico per poterla sposare liberamente e per questo acconsente infine a intraprendere una relazione fisica con lui.

Le nozze tra Enrico VIII e Anna Bolena

La Chiesa Cattolica non vede di buon occhio la situazione e soprattutto non vuole fare un torto alla regina Caterina d’Aragona, figlia dei sovrani passati alla storia come i “Re Cattolici“, Ferdinando II di Aragona e Isabella I di Castiglia. Prende tempo mandando alla corte di Enrico VIII un emissario, ma il sovrano, sempre più impaziente di iniziare una vita con Anna, nel 1531 spedisce Caterina nel castello di More e si dichiara Capo della Chiesa anglicana.

Finalmente, due anni dopo, Anna ed Enrico si sposano nella cappella privata di Whitehall. Le nozze sono intime, quasi segrete, perché il matrimonio con Caterina d’Aragona non è ancora stato annullato e il popolo inglese è schierato dalla sua parte. Ad aprile il caso viene riaperto e Cranmer, l’arcivescovo di Canterbury, proclama la nullità del matrimonio tra Enrico e Caterina e la legittimità di quello con Anna.

Il 31 maggio 1533 Anna Bolena viene proclamata regina d’Inghilterra nell’abbazia di Westminster. Nonostante tutto, il popolo corre per le strade a festeggiare la coppia reale, dimostrando la sua accettazione per la nuova sovrana e questa per Enrico VIII è una vittoria, in particolare nei confronti della politica internazionale.

Il 7 settembre di quello stesso anno, Anna dà alla luce Elisabetta, che ama fin dal primo sguardo. Indubbiamente un erede maschio le avrebbe garantito una posizione più sicura, soprattutto perché i nemici di Anna vedono in Maria Tudor, la figlia di Caterina, la vera erede della corona inglese. La stessa Maria continua a riconoscere sua madre come unica regina d’Inghilterra.

La chiesa Anglicana e la cultura umanista

Anna non si lascia intimidire e fa del suo meglio per far progredire la cultura inglese. Consapevole delle ingenti quantità di denaro sottratte al regno da parte della Chiesa cattolica, la sovrana inglese destina i fondi alle università e pretende che anche le sue damigelle e la servitù ricevano un’educazione umanista, grazie anche alla lettura della Bibbia protestante tradotta in inglese da Tyndale.

L’Atto sui Tradimenti condanna chiunque giudichi Enrico VIII un eretico, ma non è facile convincere il popolo a riporre fede in una Chiesa senza struttura come quella anglicana. Persino Tommaso Moro viene confinato nella Torre di Londra, poiché deciso a rimanere fedele al Cattolicesimo. Anna inizia a essere vista come la responsabile delle torture inflitte ai traditori della Chiesa anglicana.

Finalmente, nel novembre del 1534 il Parlamento inglese promulga ufficialmente il primo Atto di Supremazia che dichiara Enrico VIII “unico capo supremo sulla Terra della Chiesa d’Inghilterra”.

La caduta di Anna Bolena

Il 24 gennaio 1536 Enrico VIII subisce una brutta caduta da cavallo, che lo lascia incosciente per ore. Anna, probabilmente a causa del forte spavento, abortisce per la seconda volta in due anni. Quello stesso giorno, Caterina d’Aragona viene sepolta nella Cattedrale di Peterborough ed Enrico non può fare a meno di pensare, ancora una volta, che la sua unione con Anna sia maledetta.

Consapevole dei demoni che tormentano Enrico, Anna cerca di risvegliare l’interesse del re, sempre più interessato alla giovane Jane Seymour. Quest’ultima viene incoraggiata dagli alleati di Maria Tudor a giocare lo stesso gioco che Anna giocò a suo tempo: rifiuta i doni di Enrico e afferma di poter accettare regali solamente se il suo onore verrà salvaguardato. In sostanza, se il re la chiedesse in sposa.

Ma nonostante gli sforzi di Anna, il re ha già preso la sua decisione e messo in atto un piano per liberarsi di lei. A fine aprile, a corte iniziano a circolare pettegolezzi in merito ai sentimenti che il nobile Henry Norris nutrirebbe per la regina, la quale lo convoca per fare chiarezza su tali dicerie. È l’inizio della fine. Poco dopo il musicista Mark Smeaton confessa sotto tortura di aver commesso peccato carnale con la regina.

La sera del 2 maggio 1536 Anna Bolena viene arrestata e condotta nella Torre di Londra. Non può nemmeno salutare la figlia Elisabetta. Il re interpreta la parte del sovrano offeso e tradito e nel frattempo le accuse contro Anna Bolena aumentano: vengono arrestati anche Francis Weston, William Bereton e persino Giorgio Bolena. Il 9 maggio, Cromwell forma una giuria di Pari presieduta dallo zio materno di Anna, il duca di Norfolk, il quale non vede modo migliore per prendere le distanze dalla nipote. Il 12 maggio Smeaton, Weston, Norris e Bereton vengono giudicati colpevoli.

È chiaro che il processo non ha lo scopo di stabilire la reale colpevolezza degli accusati: Enrico vuole sbarazzarsi dell’attuale regina per prendere in moglie Jane Seymour. I fratelli Bolena vengono processati separatamente. Anna dichiara la sua innocenza, ma viene giudicata colpevole da tutti i ventisette uomini che compongono la giuria. Il 17 maggio, i cinque accusati di peccato carnale con la regina vengono condotti al patibolo, mentre Anna dovrà attendere altri due giorni.

La mattina del 19 maggio 1536, Anna Bolena, vestita di un mantello di ermellino sopra un abito grigio di damasco, viene scortata fino al patibolo. Le viene messa una cuffia bianca e viene fatta inginocchiare, poi viene bendata.

 «A Gesù Cristo raccomando la mia anima; Signore Gesù ricevi la mia anima» continua a pregare.

Il boia riesce a distrarla, per poi calare la scure sul suo collo.

Anna Bolena tra cinema, televisione e letteratura

Anna Bolena è presente in moltissimi film e serie tv storiche e ogni volta si può notare come il suo personaggio venga rappresentato diversamente a seconda della verità scelta. Ne “L’altra donna del re“, omonimo romanzo della scrittrice inglese Philippa Gregory, l’Anna interpretata da Natalie Portman è una donna, impulsiva e calcolatrice, spietata al punto di sacrificare sua sorella Maria, anche lei precedentemente amante del sovrano.

Nella serie tv “I Tudors“, dove Jonathan Rhys Meyers interpreta Enrico VIII, Anna mi è invece sembrata molto simile alla donna che credo sia stata davvero: sensuale e servizievole, ma soprattutto intelligente e cauta.

Non ho ancora avuto occasione di vedere Anna Bolena, una questione di famiglia, adattamento cinematografico del romanzo di Hilary Mantel e nemmeno Anna dei mille giorni, che pare conferire alla Bolena il ruolo di una giovane innocente portata alla rovina dal dispotico Enrico VIII.

Oltre ai libri già citati, ecco un elenco di romanzi e biografie (anche in inglese) che trattano la figura di Anna Bolena:

  • Anna Bolena di Giovanna Santa Cruz Rivero
  • Memoirs of the Life of Anne Boleyn, Queen of Henry VIII di Elizabeth Benger
  • Anna Bolena. L’ossessione del Re di Alison Weir
  • Anna Bolena di Carolly Erickson
  • Anna Bolena e il suo re. Enrico VIII e i Tudor di Mario Dal Bello
  • Anne Boleyn: Henry VIII’s Obsession di Elizabeth Norton 
  • Anne Boleyn (Uncovering the Tudors) di Marie Louise Bruce


Fonti:

Santa Cruz Rivero, G. Anna Bolena. Milano, RBA Italia, 2021.
Credits immagine di locandina: https://www.mymovies.it/film/2008/laltradonnadelre/poster/0/