Indice dei contenuti

1) Origini e infanzia di Elisabetta I
2) Maria Tudor e il tentativo di ritorno al cattolicesimo
3) L’incoronazione di Elisabetta I e l’amore impossibile per Robert Dudley
4) Maria Stuarda: cugina, nemica, sorella
5) La condanna di Maria Stuarda e la vittoria sulla Spagna
6) Un lungo regno in solitudine

Origini e infanzia di Elisabetta I

Elisabetta Tudor nasce il 7 settembre 1533 nel palazzo di Placentia. Suo padre, il re d’Inghilterra Enrico VIII, non potrebbe essere più deluso: dalle nozze con Anna Bolena si aspettava l’arrivo di un erede maschio.
Nei tre anni successivi Elisabetta cresce sana e forte. La sua vita cambia radicalmente quando sua madre viene decapitata nel 1536 con l’infondata accusa di adulterio. Da quel giorno Elisabetta viene dichiarata illegittima e di conseguenza viene esclusa dalla linea di successione

Nel frattempo il padre si risposa con Jane Seymour, che un anno dopo dà alla luce il tanto agognato erede maschio, Edoardo, che crescerà con Elisabetta a Hatfield. Dopo la prematura morte di Jane, Enrico VIII si risposa dapprima con Anna Clèves (ma il matrimonio viene annullato quasi subito), poi con Catherine Howard, appena diciassettenne, che viene condannata a morte per adulterio. L’unica moglie a sopravvivergli è Caterina Parr, la donna che Elisabetta considererà sua madre e per cui la stessa Maria, figlia di Caterina d’Aragona (prima moglie di Enrico VIII) proverà affetto e stima.

Nel 1547 Enrico VIII muore e suo figlio sale al trono come Edoardo VI. Elisabetta Tudor cessa di essere considerata illegittima e rientra nella linea di successione come erede al trono dopo la sorella maggiore Maria. In quello stesso anno, Elisabetta è vittima di molestie sessuali da parte di Thomas Seymour, fratello di Jane e nuovo marito di Caterina Parr. Quando quest’ultima muore, l’uomo la chiede in moglie. Elisabetta rifiuta, così come aveva respinto tutte le sue attenzioni indesiderate.

Alla fine del 1552, la già fragile salute di Edoardo peggiora drasticamente. Prima della sua morte, che avviene il 6 luglio 1553, il duca di Northumberland, suo lord protettore, lo convince a modificare il testamento in favore di Jane Grey, sua nuora, nonché cugina dei Tudor (sua nonna era Maria Tudor, sorella minore di Enrico VIII). La figlia di Enrico VIII viene quindi estromessa di nuovo dalla linea di successione e con lei anche Maria. Il 29 luglio 1553 le due sorelle Tudor uniscono le loro truppe e fanno il loro ingresso a Londra, acclamate dalla folla, che considera entrambe le uniche vere eredi del trono inglese. 

Maria Tudor

Maria Tudor e il tentativo di ritorno al cattolicesimo

Maria Tudor è profondamente cattolica ed Elisabetta, pur essendo protestante, si proclama della stessa fede per compiacere la sorella. Nonostante ciò, nel 1554 Elisabetta viene rinchiusa nella Torre di Londra, perché Thomas Wyatt, un protestante che cospirava contro la sovrana, la coinvolge nel suo piano. Wyatt viene giustiziato con gli altri ribelli e la giovane Jane Grey, inizialmente risparmiata, viene condannata a morte

Dopo un periodo di isolamento, in cui Elisabetta vive nell’angoscia di non conoscere la sua sorte, viene richiamata a corte per assistere la sorella, incinta di Filippo II di Spagna, con cui si è sposata il 25 luglio 1554. La triste realtà vuole però che Maria non sia davvero gravida, ma malata. Filippo parte allora per Bruxelles: non tornerà più a corte, se non per chiedere aiuti militari alla moglie.

Elisabetta resta accanto alla sorella e assiste al ripristino della religione cattolica: Maria passa alla storia come “Maria la sanguinaria” (Bloody Mary), perché promulga una serie di leggi che mandano al rogo vescovi e predicatori protestanti. Muore il 17 novembre 1558, a causa di un cancro all’utero, cedendo così il trono a Elisabetta.

L’incoronazione di Elisabetta I e l’amore impossibile per Robert Dudley

Elisabetta sceglie come braccio destro William Cecil, che l’aiuta poi a individuare i nuovi membri del Consiglio: dimostrandosi subito molto prudente e sveglia, conferma alcuni consiglieri cattolici e ne rimpiazza altri con protestanti moderati. Il 15 gennaio 1559 viene incoronata regina d’Inghilterra, con una cerimonia pensata per mostrarsi ai sudditi in tutta la sua grandezza.

Fin dalla tenera età, Elisabetta ha stabilito che non si sarebbe mai sposata per non perdere la sua libertà e per non diventare l’ennesima pedina in mano a un uomo. Per questo, ogni volta che le viene presentato un pretendente si limita a prendere tempo per non offenderlo con un rifiuto troppo netto. In realtà l’unico uomo con cui vorrebbe condividere il resto dei suoi giorni è Robert Dudley, suo scudiero e figlio minore del duca di Northumberland, che però è già sposato con Amy Robsart, figlia di un gentiluomo di Norfolk.

La Camera dei Comuni insiste nel volerla sposata, soprattutto ora che sua cugina Maria Stuarda, regina di Scozia, si è unita in matrimonio a Francesco, delfino di Francia. La sedicenne Maria è la nipote di Margherita Tudor, sorella maggiore di Enrico VIII, e in molti la reputano degna erede al trono inglese. Dal momento in cui l’illegittimità di Elisabetta non è mai stata revocata e la sua condotta nei confronti di Dudley desta scalpore in tutta Europa, la sovrana si vede costretta mettere un freno alla relazione con il suo scudiero.

Maria Stuarda: cugina, nemica, sorella

Il 5 dicembre 1560 muore Francesco II di Francia, marito di Maria Stuarda. Quest’ultima non può che fare ritorno in Scozia, un Paese di cui è regina ma di cui conosce pochissimo. La Scozia è in balia delle lotte tra protestanti e cattolici e Maria fatica a essere accettata dai suoi sudditi e dai suoi consiglieri. Elisabetta sceglie di mostrarsi solidale e di dimostrarle la sua vicinanza, iniziando così una corrispondenza con la cugina.

Quando Elisabetta I si ammala di vaiolo, le pressioni affinché si sposi aumentano, ma la sovrana non è disposta a cedere: sposarsi significherebbe cedere il suo potere a un uomo, con il rischio di minare l’equilibrio del regno stesso. Sua cugina Maria Stuarda, invece, si unisce in seconde nozze con Lord Darnley, un giovane Stuart che ben presto si dimostra ambizioso oltre ogni misura. I due hanno un figlio, Giacomo, ma dopo alcuni mesi, nella notte tra il 9 e il 10 febbraio 1566, viene rinvenuto il cadavere di Darnley, che presenta chiari segni di violenza.

Maria Stuarda è costretta a fuggire dalla Scozia, sbarcando così in Inghilterra nel 1568. La sua posizione, però, non è delle migliori: è indagata per l’omicidio del marito, che resta pur sempre un suddito inglese. Elisabetta decide dunque di ospitarla nel castello di Carlisle, ma ben presto la regina scozzese da ospite diventa prigioniera: in troppi vedono Maria come legittima erede di Inghilterra.
Elisabetta tenterà più volte di farla abdicare in favore del figlio Giacomo, ma Maria Stuarda si rifiuterà fino alla fine.

La condanna di Maria Stuarda e la vittoria sulla Spagna

Tra il 1570 e il 1580 l’Inghilterra vive un periodo di pace. Tuttavia, nel 1584 Maria Stuarda viene accusata di aver cospirato contro Elisabetta I per salire al trono. Una serie di documenti inequivocabili attestano la veridicità di questa accusa. Elisabetta viene travolta da un’ondata di solidarietà: i membri del Consiglio Privato prestano un giuramento in cui promettono di proteggerla, che nel marzo del 1585 diviene legge, condannando di fatto Maria Stuarda.

Elisabetta segue le fasi del processo senza parteciparvi. Maria viene dichiarata colpevole e la sua morte viene giudicata l’unica punizione possibile per i crimini commessi. Ma Elisabetta I temporeggia, teme la reazione degli spagnoli e allo stesso tempo, nonostante si senta tradita, ha delle remore a firmare la sua condanna. Alla fine è la stessa Maria a scrivere alla cugina di non prolungare oltre la sua agonia e così la regina firma l’ordine della sua esecuzione il 1° febbraio 1587.

Come Elisabetta aveva previsto, la Spagna non ne è contenta. Francis Drake, un pirata inglese, attacca il porto di Cadice distruggendo trentatré navi spagnole. Filippo II risponde inviando una flotta di centotrenta navi, ma grazie eventi a fortuiti quali tempeste ed epidemie a bordo, ma soprattutto per mezzo di un altro audace attacco di Drake, la Spagna ne esce sconfitta.

Un lungo regno in solitudine

Dopo la vittoria sull’Invincibile Armata, la flotta spagnola soprannominata così ironicamente dagli inglesi, nel popolo si accende un profondo amore ed entusiasmo nei confronti dell’Inghilterra e della loro regina. D’altra parte Elisabetta è una donna molto colta, che favorisce la crescita di poeti, musicisti, pittori e drammaturghi, tra cui Christopher Marlowe e William Shakespeare, che a loro volta vedono in lei una benefattrice.

La regina è consapevole di non essere più giovane, ma vuole mostrarsi ancora al meglio ricorrendo a parrucche ingioiellate e truccando il viso con la biacca. Cerca di brillare sulle sue dame vietando loro di indossare vestiti sfarzosi e flirta con gli uomini più attraenti della corte. Ha una particolare predilezione per Robert Devereux, allievo di William Cecil.

Il rapporto con il giovane è contrastante: Elisabetta sembra chiudere gli occhi davanti all’inefficienza di Devereux, che si fa affidare missioni oltre alla sua portata. Lui, nel frattempo, trama alle sue spalle. Smascherata la congiura per detronizzare la regina, il giovane conte di Essex viene condannato a morte. Questa volta Elisabetta firma l’ordine d’esecuzione senza esitare.

La sovrana inglese ormai non ha più nessuno di cui fidarsi. Dopo quarantaquattro anni di regno è stanca, stanca di essere sola e di governare. Tiene un lungo discorso accorato, dove dichiara che nessun sovrano ha amato il suo popolo più di lei. L’inverno successivo si ammala e si rifiuta di farsi curare.

Il 24 marzo 1603 Elisabetta I muore, nel suo letto, all’età di sessantanove anni.

Elisabetta I tra cinema, televisione e letteratura

Elisabetta I di Inghilterra è presente in numerose trasposizioni cinematografiche, romanzi e serie tv storiche. Come sovrana, Elisabetta I viene quasi sempre dipinta come una regina dalla volontà di ferro, come donna, invece, il ritratto non è dei più lusinghieri. È questo il caso di Mary of Scotland (1936) diretto da John Ford, dove Elisabetta viene rappresentata come una donna irascibile e calcolatrice. Cate Blanchett in Elizabeth: the Golden Age (2007) incarna invece la parte di una regina paladina dell’anglicanesimo idealizzata dal suo popolo.

In “Reign” Elisabetta I compare nella terza e nella quarta stagione, l’ultima della serie tv. Qui mi è parso di vedere un certo equilibrio tra l’Elisabetta sovrana e l’Elisabetta donna: assistiamo alla sua sofferenza per aver perso da bambina la madre, alla lotta continua per farsi accettare e rispettare degli uomini del Consiglio, alla passione repressa in nome della stabilità del suo Paese.

Ecco un elenco di romanzi e biografie che trattano la figura di Elisabetta I:

  • Elisabetta I di Inghilterra di Mercedes Castro Díaz
  • Elisabetta I: La vergine regina di Carolly Erickson
  • L’amante della regina vergine di Philippa Gregory 
  • Elisabetta I. Regina d’Inghilterra di Mariangela Melotti
  • Lady Elizabeth di Alison Weir

Fonti:

Mercedes Castro Díaz, Elisabetta I di Inghilterra. Milano, RBA Italia, 2021.
Credits immagine di locandina: https://www.comingsoon.it/film/elizabeth-the-golden-age/783/scheda/