Dopo aver letto il macchinoso La ragazza nel Parco di Alafair Burke ed essere rimasta delusa da Into the Water di Paula Hawkins, acclamata scrittrice dopo il successo de La ragazza del Treno, mi sono imbattuta in un romanzo che vale davvero la pena recensire e consigliare.

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Autore: 
Robert Bryndza
Editore: Newton Compton
Anno edizione: 2017
Pagine: 374
Prezzo: € 9,90 (cartaceo)
Titolo originale: Girl in the ice

 

Sinossi: Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi è veramente la donna di ghiaccio? Quali segreti nasconde? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

RECENSIONE

Erika Foster è un’eroina diversa dalle altre. Rimasta vedova dopo aver perso il marito, Mark, durante un’azione da lei guidata e di cui si ritiene responsabile, viene nuovamente chiamata in servizio e messa a capo di un’indagine delicata: Andrea, la ragazza trovata morta,  appartiene infatti a una ricca e prestigiosa famiglia londinese, ragion per cui la polizia è determinata ad affrontare il caso con la massima discrezione.  Ma Erika, fin dall’inizio, non ci sta ad abbassare la testa nel tentativo di mantenere le apparenze: fa domande scomode ai famigliari, unisce i puntini portando a galla verità che non vogliono essere ascoltate, agisce da sola mettendosi più volte in pericolo e va contro anche al suo capo, motivo per il quale finisce per essere sollevata dall’incarico. Erika Foster è una donna determinata, intelligente e ribelle, ma è anche sensibile e sta ancora soffrendo per la sua perdita. Si dedica al caso con tutta se stessa, facendone quasi una questione personale: vuole giustizia per Andrea e per le altre giovani ragazze, straniere come lei, ingannate e strappate alla vita in modo brutale.

La donna di ghiaccio di Robert Bryndza tiene il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine. L’ho letto in soli due giorni e ho davvero apprezzato questo ritmo serrante: era da tempo che non mi sentivo così catturata da un libro. I personaggi sono ben costruiti e lo stile è molto scorrevole, con descrizioni brevi ma efficaci. L’azione, dunque, non manca di certo, così come non mancano i colpi di scena, in questo rapido alternarsi di indizi, sospetti, segreti e incredibili rivelazioni.

Mi sento quindi di consigliarlo, che sia il vostro genere o meno, perché è una storia che scorre via senza difficoltà: si tratta di una lettura leggera ma non frivola, in cui potrete mettervi alla prova indagando insieme alla detective Erika… chissà, magari riuscirete a risolvere il caso prima di lei.

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