J.k.Rowlingbuonavitaatutti

“Smisi di illudermi di essere qualcosa che non ero e presi a incanalare ogni mia energia nel portare a termine l’unico lavoro che mi stava a cuore. Se davvero avessi trovato successo in qualcos’altro, forse non avrei mai trovato la forza di riuscire nell’unico campo a cui ero convinta di appartenere veramente. Con il realizzarsi della mia più grande paura mi ero ritrovata libera, ero ancora viva, avevo una figlia che adoravo, avevo una vecchia macchina da scrivere e un’ottima idea. E così il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui costruii la mia esistenza”.

Questo non è altro che un piccolo passo del discorso che J.K. Rowling ha tenuto per la cerimonia di laurea di Harvard del 2008, ma penso sia il più significativo.

L’autrice ha voluto parlare agli studenti riuniti quel giorno dei benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione. Ha raccontato della sua vita, dei momenti difficili che ha attraversato, affermando che “è impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno di vivere così prudentemente che tanto varrebbe non vivere affatto…nel qual caso si fallirebbe in partenza“.

E sul tema dell’immaginazione, ha precisato che essa non si riferisce solamente alla capacità di figurarsi qualcosa che non esiste. L’ha definita, piuttosto, come una forza che consente all’essere umano di provare empatia per altri esseri umani di cui non abbiamo mai condiviso le esperienze. A questo proposito, ha parlato a lungo del suo periodo ad Amnesty International, delle brutalità di cui è venuta a conoscenza mentre si trovava lì, ma anche e soprattutto del potere dell’empatia umana.

Gli esseri umani possono apprendere e comprendere senza sperimentare di persona. Possono immaginarsi al posto degli altri“.

Penso che l’intero discorso della Rowling sia davvero illuminante. Mi è piaciuto molto, l’ho trovato davvero ricco di ispirazione. Sarà che sono di parte perché anche il mio sogno è diventare una scrittrice.

Scherzi a parte, l’aspetto più interessante è che, pur trattandosi, di fatto, del racconto delle sue esperienze di vita, questa donna riesce (tra domande provocatorie e battute umoristiche) a trasmettere con grande umiltà messaggi importanti pieni di speranza e saggezza.

E a proposito di saggezza, concludo con la citazione di Seneca con cui J.K. Rowling ha scelto di chiudere il suo discorso:

“Come un racconto, così è la vita: non importa che sia lunga, ma che sia buona”.