Autore: Dama Berkana
Titolo: Le Isole di Smeraldo (saga dei Túatha vol. 1)
Editore: Self Publishing
Prima edizione: maggio 2021
Pagine: 318
Disponibile su Amazon

Trama ufficiale: “Le Isole di Smeraldo”

«Tanti sono i segreti che lo Smeraldo nasconde. Non occulti nell’ombra, ma brillanti alla luce.»
La fanciullezza del mondo è da poco iniziata. Cinque Smeraldi rifulgono di pace e perfezione. Sono le Isole in cui la progenie mortale della Dea Dana vive beata, giungendo nell’oltretomba solo in età senile. Mantenere integro un tale paradiso, però, non è semplice.
Lugh, Dio del Sole, si serve dei pochi poteri ancora in suo possesso per preservare la serenità nello Smeraldo. Giorno dopo giorno, scende giù dal suo astro e si assicura che nulla sia cambiato. Né nel popolo, né tra i quattro tesori sacri custoditi nei Templi. Grazie all’attenzione posta dalle divinità, dagli Scudi e dalle Druidesse, non una macchia insozza le Isole. O almeno così sembra.


I segreti nascosti nello Smeraldo, in realtà, sono molti. Alcuni magici, altri oscuri. E, ben presto, emergeranno tutti. Lugh scoverà in tempo l’origine di quei misteri o sarà costretto ad assistere alla più terribile delle tragedie?

Il protagonista: Lugh, dio del Sole

Lugh, figlio del Dagda e di Dana, è il Dio del Sole. La Stella Estiva ha molto a cuore i Túatha Dé Danann, progenie di Dana: non c’è nulla che non farebbe per vedere felici gli abitanti delle Isole dello Smeraldo, che da sempre vivono in completa armonia. Quando il Concilio chiama a raccolta Dei, Druidesse, Scudi e Depositarie, lui non può che essere contento di vedere la riunione svolgersi ogni volta senza particolari intoppi, perché significa che la vita scorre tranquilla sulle isole e nessun problema le intacca.

Lugh si sposta dal suo astro allo Smeraldo volando sulla sua aquila, Saraid, fedele compagna. La sua meta preferita è il Tempio del Fuoco, a Finias, dov’è custodita la sua lancia: la Sléa Bùa. Lugh ama recarsi dai Tùatha: al contrario di altri dei, come Morrigan e Manannan Mac Lyr, non li disprezza, anzi, cerca di trascorrere del tempo con loro. Non vuole essere venerato, né trattato diversamente, per questo si trova benissimo con lo Scudo Pwyll, il quale non perde occasione per punzecchiarlo e che pare non dare troppo peso al fatto di trovarsi in compagnia di una divinità.  

Illustrazione a cura di Laura Maccarrone

Emozioni negative

Il perfetto equilibrio che regola la vita sulle isole viene spezzato da un violento litigio tra due Túatha, che termina nel peggiore dei modi. Nessuno è mai morto per mano di un altro, sulle isole: quella lite, invece, ha avuto origine da rabbia e desiderio di vendetta, emozioni che il popolo non aveva mai sperimentato. Chi o che cosa si cela dietro l’oscurità che sta improvvisamente calando sulle Isole dello Smeraldo? Lugh spera di scoprirlo presto e di mettere nuovamente al sicuro i Túatha ma, seppur mosso dalle migliori intenzioni, con il suo modo di procedere il dio del Sole attirerà la rabbia tanto delle altre divinità quanto del popolo stesso.

Continuare ad avere fiducia nell’impresa sarà sempre più difficile, complice la frustrazione di vedere i Túatha vittime di qualcosa che nessuno riesce a comprendere. In questi momenti bui, saranno due donne a rischiarare il cuore e la mente di Lugh: Arianrhod, dea della Luna, nonché sua sorella, e Deichtine, una mortale che da tempo ha conquistato il cuore del dio, ma che non sembra essere del tutto sincera…

Recensione

“Le Isole di Smeraldo” è il prequel de “La Ruota d’Argento” (qui la mia recensione): vengono approfonditi certi temi e la storia di alcuni personaggi presenti ne “La Ruota d’Argento”, ma, per certi versi, si può tranquillamente considerare un autoconclusivo.

Sono molti gli aspetti positivi che avevo già avuto modo di apprezzare nel precedente romanzo dell’autrice: le ambientazioni accurate, i riferimenti alla mitologia celtica, l’abilità di Daniela di muoversi da un personaggio all’altro e di farmi entrare in sintonia con ognuno di loro. A questo proposito, mi è piaciuta molto l’idea di rendere Lugh più uomo che dio: un uomo con i suoi dubbi e i suoi timori, le sue insicurezze e le sue emozioni.

Altro punto a favore è certamente il ritmo della narrazione, incalzante al punto giusto. Gli indizi disseminati dall’autrice sono molti: ricostruire il puzzle prima che ci riesca Lugh sarà dura, ma costituirà una sfida stimolante per il lettore, invogliato a proseguire speditamente nella lettura.

Anche qui come ne “La Ruota d’Argento” i messaggi positivi non mancano: piccoli e grandi insegnamenti che vi invito a scoprire leggendo il romanzo!

Classificazione: 4.5 su 5.

Biografia dell’autrice

Daniela Maccarrone, alias Dama Berkana, nasce a Catania il 2 Agosto 1996. Con la testa fra le nuvole sin dall’infanzia, cresce immaginando mondi fantastici e avventure entusiasmanti. Sono proprio queste fantasie che la spingono a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2015, sicura che la sua strada sia proprio quella artistica. È con la sua tesi triennale che, difatti, dà vita al cortometraggio d’animazione “Legend of Samhain”, base grezza da cui poi sviluppa la storia del suo primo romanzo “La Ruota d’Argento”, pubblicato con Amazon Publishing nel 2020.

Nel 2019 partecipa al concorso letterario “Sicilia Dime Novels” con la storia breve “I Fatuzzi superbi”, inserita all’interno di una raccolta pubblicata nel 2020 a cura Algra Editore. Decisa a esplorare miti e leggende delle antiche civiltà per dar vita a racconti fantasy, ha già in mente
nuove idee per futuri libri.